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giovedì 13 agosto 2009

Le prime vittime della legge sulla sicurezza

Lo scopo dell’integrazione apportata all’art 116 c.c. dalla legge 94/2009 è di impedire i matrimoni di comodo, vale a dire quei matrimoni fra un coniuge italiano e uno straniero che vengono contratti con il solo obiettivo di far acquisire la cittadinanza nel minor tempo possibile. Questo è quanto dichiarato dai promotori della legge.


Se le cose stanno così, ci sono già le prime “vittime”.


Ieri, quinto giorno dall’entrata in vigore della legge, si sono presentati allo sportello due cittadini cinesi, lui regolarmente soggiornante e residente, lei senza titolo di soggiorno. I due hanno avuto in Italia un figlio di tre anni. Presentano i loro rispettivi nulla-osta, rilasciati lo scorso 23 luglio dal Consolato cinese di Milano ai sensi dell’art. 116 del cc. Ma il matrimonio non si può fare.


L’integrazione apportata all’art. 116 dalla legge sulla sicurezza impone, infatti, che il cittadino straniero che vuole contrarre matrimonio in Italia debba presentare un “documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano” (si veda il precedente post sull’argomento).
Eppure, di sicuro, non si tratta di un matrimonio di comodo. Nessuno dei due può trasmettere la cittadinanza italiana: cinesi sono e cinesi rimarrebbero anche dopo il matrimonio. Inoltre, l’età delle due persone coinvolte e la presenza del figlio fanno escludere anche ogni ipotesi in qualche modo assimilabile a quella delle “spose bambine”. Insomma, due persone che non dovrebbero essere tra i destinatari delle restrizioni introdotte dalla legge 94 dovranno invece subirne tutte le conseguenze.
Non solo, anche il figlio avrà pesanti ripercussioni: benché riconosciuto alla nascita non potrà acquisire lo stato di figlio legittimo.
Forse sto parlando di cose più grandi di me ma mi sembra che ciò costituisca un danno grave al minore che dovrebbe essere assolutamente evitato e che dovrebbe far riconsiderare l'attuale formulazione dell'art. 116 cc.


È stato molto imbarazzante dover spiegare a quelle due povere persone - peraltro gentili e miti, che badano soltanto al loro lavoro e alla loro famiglia – che una nuova legge, entrata in vigore da pochi giorni, impedisce loro di poter celebrare il matrimonio.

Amo il lavoro che svolgo da trent’anni, ma ieri ho avuto la sgradevolissima sensazione di non essere dalla parte giusta.

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